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22/11/63 - Stephen King

RECENSIONI DI BEST SELLERS


Una rubrica dedicata ai best Sellers, questi libri, danno tanto di cui discutere, non serve troppa pubblicità, ma hanno spunti interessanti di conversazione.



Si, sono consapevole che spingo sempre per la sponsorizzazione e la lettura di autori emergenti, questo best seller mondiale non ha certo bisogno di pubblicità, tantomeno da parte mia, giusto?


Non voglio fargli pubblicità...che ovviamente sarebbe superflua da parte mia essendo l'autore conosciuto in tutti i meandri della terra, il mio intento è discutere semplicemente su ciò che King ha, con fare geniale, costruito in questo suo romanzo!


Dividiamo in tre la recensione...


1 Parte: IL VIAGGIO NEL TEMPO

È chiaro come l'autore voglia riportarci indietro ai tempi dell' assassinio di JFK, lo dice il titolo, lo dice la trama, bene, lo sappiamo...ma come lo fa? In un modo unico! In un modo che solo lui poteva inventare! La sua "macchina del tempo" non ti porta indietro in un determinato anno che decidi tu, NO! Ti porta indietro sempre nello stesso anno, sempre nello stesso momento, e "ogni viaggio è sempre il primo"; ci ho messo un po' a capire il meccanismo (svelato tra l'altro a pagina 10) e quando capisci quello che King ha inventato cominci a pensare alla genialità del libro.


2 Parte: IL PERSONAGGIO DI JAKE

Il protagonista, che deve giostrarsi tra la sua personalità del 2011 e quella che viaggia nel passato, tra un uomo che vive nella modernità e uno che deve saper vivere nel passato come se fosse per lui la normalità...nulla di più semplice no? King ha un modo di farti immedesimare nelle ansie, nei pensieri e nei piccoli errori che Jake commette, come se fossi tu (lettore) il viaggiatore del tempo.

Ho detto errori? Si...ci sono dei simpatici errori temporali che Jake commette, come canticchiare una canzone che ancora non era stata scritta, pensate solo se foste voi a tornare indietro al 1963 e sovrappensiero in auto canticchiaste la ultima hit di Taylor Swift...mmmm


3 Parte: I RAPPORTI UMANI

Ho trovato sorprendente il modo in cui King costruisca una rete di rapporti umani a cui ti affezioni, a cui ti leghi, ai quali ti senti appartenere al punto da non volere che il libro finisca.

Credetemi, ho posticipato la lettura delle ultime 60 pagine perché non volevo finisse.


3 Parte (bis): LA PARTE STORICA


Come in molti altri suoi libri, Stephen King si concentra sulla ricostruzione storica. Lo fa in modo da collocare perfettamente le vicende inventate che narra in un quadro ben dipinto. Questo è un aspetto che si ricollega, a mio avviso ai rapporti umani costruiti nella rete sociale che King crea. Questo assieme alla maniacale descrizione, ti rendono protagonista indiscusso delle vicende, io mi sentivo tutta Jake!


Ma partiamo dall' inizio, di cosa stiamo parlando?


TRAMA


La trama del romanzo è molto semplice, un po’ folle, un po' come King insomma... al contempo fluida e coinvolgente. Jake, nella vita fa il professore, scopre che nella tavola calda di Al, che diventerà suo amico e confidente, esiste un passaggio temporale che porta indietro nel tempo, ma non all'anno che vuoi, porta sempre indietro al 1958, nello stesso tempo nello stesso punto.

Al è malato, un male inevitabile alla sua età e con la frequenza con cui fuma le sigarette, sa di non avere tempo per portare a termine il suo progetto più importante e dopo aver spinto Jake a fare un salto nel passato (che scopriremo aver cancellato tutto ciò che era stato cambiato...si è un concetto difficile da capire, con la lettura piano piano lo si capisce...) gli spiega il suo piano sperando di coinvolgerlo attivamente.


Al vorrebbe che Jake provasse a cambiare il corso della Storia, secondo lui salvando la vita di JFK saremo tutti salvi. Jake però ha un compito più importante deve tornare indietro cambiare la storia e anche evitare che si compia l’effetto farfalla.

Si dice che il minimo battito d’ali in un punto della Terra sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo ed è ciò che va evitato.

Secondo Al un evento piccolo, seppur importante, potrebbe scatenare una serie di effetti devastanti e ingestibili dall’uomo, come ad esempio l’11 settembre americano.


Al ritiene che salvando il presidente Kennedy, ucciso a Dallas il 22 novembre del 1963, si possa modificare il futuro ed evitare che il peggio accada nel mondo. Ma siamo proprio certi che sia così? Io sinceramente ho letto col fiato sospeso le ultime pagine, mi ero fatta una serie di scenari mentali, mi ero costruita una decina di finali alternativi, e King mi ha saputo sorprendere!

Cosa accadrebbe invece se l’intervento umano andasse a peggiorare quello che il destino ha voluto? Cosa succederebbe se salvando un uomo si mettesse in pericolo l’intera umanità? Tutte domanda a cui né Al né Jake possono trovare risposta se non provando a rivoluzionare l’esistenza.


Jake si lancia nell' avventura, si veste di un uomo diverso, di un'identità passata, attento a non essere troppo presente nelle vicende che avrebbero permesso a qualcuno di scavare nel suo (inesistente) passato.


È una follia ciò che vede e prova una volta giunto nel 1958, e ancor più folle è che il lettore lo prova assieme a Jake!

I fatti si ripetono, esattamente come Al aveva scritto sul suo libro di appunti, Jake vive una vita già scritta, si trova protagonista di un diario, fino a quando con un suo gesto non cambia il tutto...qui comincia la vera vicenda, le pagine scorrono veloci, si girano una dietro l'altra, i capitoli volano, l’uomo inizia a sentire una certa responsabilità su di sé, come se davvero potesse fare qualcosa per cambiare la Storia.


Per tutta la durata del romanzo di Stephen King il finale che ci si aspetta è alquanto scontato, ma la domanda sulla possibilità di modificare ciò che pare destinato è lecita, risuona nella mente fino a quando non si scoprirà realmente cosa succede. E cosa dovrà fare Jake per completare la sua missione.


L’eccezionalità di questo libro sta nell’idea di base, nel pensare di poter utilizzare un passaggio temporale per sperare di cambiare le sorti del mondo ed evitare catastrofi semplicemente intervenendo su un fatto per nulla marginale, ma che coinvolge comunque un’unica persona e allo stesso tempo l'umanità intera, si pensi solo che la (non) morte di JFK coinvolge sua moglie, suo fratello, il presidente in carica dopo JFK, e penso sia proprio questo il cosiddetto "Butterfly effect"


22/11/63 è un libro che la maggior parte delle persone ha amato, in particolare King non ha deluso i suoi seguaci anche se personalmente mi ritrovo con domande ancora aperte, chi è nel pratico l'uomo con la carta gialla? Come mai nel passato Jake non incontra mai Al? Al aveva vissuto nel passato, e le vicende di Jake nel passato si svolgono in parte al dîner di Al, ma dov'è Al? Per un attimo ho davvero pensato fosse lui l'uomo con la carta gialla, e se fosse così?



Detto ciò: leggetelo, e seguite la puntata del mio podcast dove mi dilungo di più su alcuni punti salienti del romanzo!

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