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La seconda guerra d'indipendenza raccontata da Elisa Caramella

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐


Genere: storico


Tempo di lettura: 2h30


Consigliato: a chi ama i romanzi storici.


La luce balugina
Bisbigli da chiesa


Ettore Cavagliano 5° reggimento, fanteria di linea, 4° battaglione. Lui è la voce narrante in questo romanzo storico che mi accingo a leggere.


Ettore e Giovanni, ci troviamo immersi nella loro vita, sono due soldati, che hanno combattuto in Crimea e ora sono in licenza. Entrambi alloggiano a casa di Ettore.


Seguiamo le loro vicende catapultati dentro come se fossimo anche noi un loro amico seduto al tavolo a bere Vermut e parlare del gentil sesso.


Siamo ospiti in casa della mamma di Ettore, vediamo in giro, sparsi sui tavoli, i suoi lavori a uncinetto e i libri della sorella ventenne vedova senza figli.


Ettore deve partire, Cavour vuole la guerra, l'esercito viene radunato ad Alessandria.

Ermanno, capitano nei bersaglieri dell'8° battaglione, è parte dell'episodio che svolta la vita del nostro protagonista: un proiettile che entra dritto nella sua gamba.


Da quel giorno Ettore comincia a sentirsi inutile, un peso, fuori luogo. Si percepisce proprio nelle parole dell'autrice la malinconia dell'uomo.


"La voce di Ermanno trapana muri e finestre. Lo sento chiamare Giovanni, quasi salto giù dal letto per andare ad accoglierli e capisco quanto sia cattiva l'idea: finirei per baciare il pavimento".

Ogni gesto quotidiano ricorda a Ettore la sua zoppia.


Due parole sullo stile dell'autrice:


Elisa Caramella ha uno stile unico e una scrittura che renderebbe piacevole anche un tomo esplicativo di storia antica. L'aspetto che più mi piace è il coinvolgimento che l'autrice attua dalle prime righe.


Quando apriamo pagina uno è come se una mano uscisse dal libro con forza ci trascinasse nelle pagine e poi ci lasciasse andare, leggendo le prime righe siamo proprio noi lettori che non vogliamo più uscire da queste pagine, ci teniamo ancorati ad esse sperando che la lettura non giunga ad una fine.


La guerra:


La seconda guerra d'indipendenza italiana è un episodio del Risorgimento. Fu combattuta dalla Francia e dal Regno di Sardegna contro l'Austria dal 27 aprile al 12 luglio 1859, l'autrice ci rende partecipi dello strazio che i civili vivono, e non solo, ci arriva negli angoli più nascosti del cuore e ci fa comprendere il dolore dei soldati nel leggere le parole dei cari che hanno lasciato a casa.


"vorrei correre a casa, ci sono tre ufficiali accampati nelle nostre stanze: dormono nei nostri letti, mangiano il nostro cibo, bevono il nostro vino, sfruttano la nostra domestica".

Ogni aspetto viene curato nel minimo dettaglio, ogni parola è calibrata, ogni attimo viene vissuto con l'angoscia, con la paura, con gli occhi di chi in guerra c'è stato.


"Avete guardato i padroni di questa casa? ... La loro cortesia e cordialità sono un obbligo. Sono infastiditi dalla nostra presenza, intimoriti. Entriamo nelle loro vite senza chiedere il permesso, prendiamo il loro tempo. Pretendiamo di essere loro ospiti ma non è questo che siamo".

In conclusione, Ettore, Giovanni, Ermanno, Antonio; ci sentiamo parte anche noi del loro reggimento, in tutto e per tutto, nelle relazioni amorose, nei lutti, nelle battaglie e nella famiglia. Non è solo un romanzo di guerra, che esalta il patriottismo della nostra nazione, è una fitta rete di relazioni intricate, di amicizia e d'amore; perché anche quando non lo vuoi a nessun costo, l'amore ha il potere di arrivare nella tua vita e scaldarti il cuore.


Buona lettura!

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