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Le bugie sanguinano: Il senso della frase - Pinketts

Aggiornamento: 21 gen

Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐


Il senso della frase


Andrea Pinketts


Genere: noir



Andrea G. Pinchetti, in arte Pinketts, semplicemente geniale! Si guadagna le prime 5 stelle dell'anno. E sono certa che i suoi prossimi romanzi non saranno da meno.


Di cosa parliamo?


Lazzaro Santandrea, alter ego dell'autore; eroe immaturo con molte macchie e qualche paura. Sente in un bar una ragazza raccontare delle storie, le stesse sentite da Nicky, una bugiarda patologica, da tempo scomparsa. Da questo nasce tutta la storia e l'investigazione di Lazzaro.


Ma chi è Lazzaro?


Lazzaro Santandrea, morto e risorto dalle ceneri del suo sigaro, possiede quello che chiama “il senso della frase”. Parliamo di arguzia linguistica, la quale gli permette di coniare neologismi come la Zecca fa con i gettoni telefonici. Ci appare come prototipo non dell’inetto sveviano ma del saggio fancazzista meneghino, che se ne va in giro a scolarsi birre e si caccia nei guai per combattere la noia. Parte della sua arguzia linguistica sono i dialoghi di forbito italiano senza censure ci risultano iniezioni in endovena di termini diretti che a tratti possono anche sembrare divertenti dal fine sarcasmo usato, volte a combattere la mediocrità dell’essere umano.


Trentenne, milanese figlio di un romagnolo, circondato da un insolito campionario di amici: Pogo il dritto, che con il suo taxi fa su e giù da Cattolica, Antonello Caroli, mezzacalzetta come attore e fallito di professione, infine, Enrico Cargne detto Carne data l’abbondanza di adipe intorno al lui.


l genio di Pinketts sta nel fatto che da pagina 1 ti rende partecipe di tutto ciò che è nella mente di Lazzaro, le sue descrizioni ti permettono di assaporare quanto di più recondito si nasconda nella mente e nel cuore del suo protagonista. Lazzaro è un cinico moralista ma non si può non amarlo! La penna di Pinketts arriva anche a questo.


A fare da sfondo alle vicende c'è la Milano da bere degli anni 80/90 e Pinketts sa descriverla come nessuno che ho mai letto finora; lui rende la città vivida, reale, ti permette di toccarla con mano.

"...in piena piazza del Duomo, con tanto di piccioni, turisti giapponesi e senegalesi che vendevano oggettistica senza mercato..."

Questa descrizione mi ha riportato indietro ai tempi dell'università, quando in piazza Duomo passavo ogni giorno della settimana per spostarmi verso via Festa del Perdono.


"Milano in quell'autunno era indecisa. C'erano giornate di sole dimenticate lì dall' estate, che si alternavano a un grigio elegante di smog..."

Per chi vive a Milano e soprattutto vive Milano, ci si riconosce in ogni lettera scritta dall'autore. Per non parlare della nebbia.


"A Milano non c'è sempre la nebbia, ma quando c'è è un monumento naturale come le cascate del Niagara.non vi si aggira Jack lo Squartatore ma vi si trova un Giacomo sventrato nell' indifferenza".

Una Milano tutta da vivere; leggere queste righe ci fa venire voglia di uscire di casa, chi a piedi, chi in bici o chi in scooter e vivere con occhi sognanti la Milano di Lazzaro!


Il genere noir di Pinketts


Pinketts mette in scena un noir che non rispetta la ricetta classica del "panettone con l’uvetta" anche se ci sono la scomparsa di una ragazza, due scagnozzi "in abito da Santa Klaus" che per poco non fanno secco Caroli e una pista da seguire che attraversa le più intime vie della città.


In conclusione? Non c'è molto da dire se non rammentare le 5 stelle iniziali! Pinketts, non delude; d'altronde sappiamo che i giornalisti che scrivono romanzi raramente non sfociano nel genio. Ricordiamo un altro giornalista geniale che abbiamo amato anni fa: Hunter Thompson.


Lascio a voi però una valutazione, leggete le vicende di Lazzaro e fatemi sapere!


Buona lettura!


Guarda questo video autore stesso che come libro preferito tra i suoi consiglia proprio "Il senso della frase".



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