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Un Weekend Triestino

Avete voglia di passare un weekend diverso dal solito? Oggi voglio portarvi con me per un intero weekend a Trieste.

Lo sapevi che Trieste è la città con più alto rapporto tra abitanti e motorini? E nonostante tutto è anche la città che presenta il numero più elevato di pensionati! Pensate solo quanti motorini ci sono in giro per le strade!


Il nostro viaggio inizia di venerdì pomeriggio, siamo arrivati in tempo per cenare in Osmiza, sapete cos’è un’Osmiza?




Si tratta di una vecchia tradizione contadina, secondo cui il contadino apriva le porte di casa sua durante la vendemmia e faceva assaggiare i suoi vini accompagnando il tutto con pane fatto in casa e salumi.


Questi luoghi oggi spopolano, sempre in periodi precisi dell’anno, giusto giusto per la vendemmia, e offrono il loro vino, sempre accompagnato da salumi e pane, non cucinano nulla che non venga dal loro allevamento! Se avete fortuna ogni tanto trovaste anche le uova fresche.


Abbiamo potuto assaggiare il buon vino, gli affettati e il pane della casa e concludere con una buonissima grappa al rosmarino.


Come potete vedere dalla foto, sembra proprio di entrare in casa del contadino!




Il secondo giorno lo abbiamo dedicato interamente alla città di Trieste, ricordatevi che la città non è grandissima, ma non avrete modo di vederla in un solo weekend perché ogni edificio ha qualcosa di storico da donare alle vostre menti! Mi raccomando tenete gli occhi aperti perché se trovate un codice QR sulla porta di un locale, significa che quello è un locale storico, inquadrando questo codice vi si aprirà una pagina con le info storiche del locale stesso.

Noi abbiamo cominciato la giornata con un giro al castello di Miramare, all’apertura, per evitare file e ressa, e devo dire che abbiamo fatto benissimo, perché alle 11, quando siamo usciti, abbiamo trovato tantissima gente in coda. Segnatevi questo consiglio! 😉





Il castello di Miramare ti rapisce! Già solo dal suo giardino, dove Massimiliano d’Asburgo ha voluto portare piante da tutto il mondo, che oggi sono ancora qui, per poter abbellire la sua reggia. Il castello in sé porta traccia visibile della passione di Massimiliano per il mare, la navigazione, la lettura e la botanica! Sia lui che Carlotta erano appassionati di botanica, infatti nel castello, in questi giorni, c’è una mostra sulla botanica che porta in vita la passione dei coniugi!




Finito il giro al castello ci siamo diretti a pranzo, ma prima abbiamo fatto una piccola tappa nel negozio ufficiale di Harry Potter a Trieste! Guardate la magia di questo locale!

Il pranzo lo abbiamo fatto da aMano, un localino con salumeria, dove abbiamo mangiato un buonissimo panino cotto e cren, che è la loro specialità!




Una volta riempito lo stomaco abbiamo cominciato il nostro tour con tutto ciò che era parte della vita di James Joyce quando era stato a Trieste, pensate che ha addirittura insegnato qui! Ma su questo argomento voglio dedicare un articolo completo, penso ne valga la pena! Abbiamo toccato i punti salienti, i caffè che frequentava, le vie dove ha alloggiato, la scuola dove ha insegnato…se vi interessa l’argomento vi consiglio di seguire il blog per poter rimanere aggiornati! 😉




Abbiamo poi visto anche le tre statue letterarie del centro di Trieste: Joyce, D’annunzio e Svevo. Infatti, Trieste è davvero piena di storia, letteratura e arte! Non si riesce di certo a visitarla in un weekend, anche se noi ci abbiamo provato!

La sera abbiamo cenato pesce in una trattoria in centro, Da Scarpon, dove abbiamo mangiato del delizioso pesce, e non fatevi ingannare, le porzioni sono davvero abbondanti!


Domenica abbiamo dedicato la giornata alla memoria, abbiamo visitato sia le foibe che la risiera triestina, ricordando le atrocità che l’essere umano ha fatto e subito.




Questo piccolo tour domenicale vale la pena a qualsiasi età, soprattutto per i più piccoli, per ricordare e capire che la via della violenza non è mai corretta.

Le foibe sono emozionanti se si pensa a come sono state usate, il memoriale in sé non porta emozione, il trasporto emotivo è dato dalla nozione stessa di come i fatti siano avvenuti.




La risiera penso sia molto più suggestiva perché camminando si sente nell’aria la sofferenza, si palpa il dolore, si percepisce la straziante condizione in cui centinaia di persone riversavano, e ricordiamoci che questo era un vero e proprio campo di concentramento vicino alla ferrovia, da qui le persone venivano deportate verso i campi di sterminio tedeschi.

La risiera triestina non era gestita da italiani, bensì da tedeschi, che, a un certo punto, si sono trovati pieni di persone da gestire e hanno dovuto istituire anche qui un piccolo forno (oggi non più esistente perché è stato smantellato prima della fine della guerra) e nel retro della risiera stessa c’era un luogo dove le persone venivano fucilate e successivamente cremate.


Sicuramente toccante e spiegato bene sia nei volantini offerti all’ingresso, sia nei piloni delle varie salette che si visitano.


Questo è stato il nostro weekend Triestino, ovviamente qui abbiamo assaggiato anche del buon vino artigianale e della buona grappa! Una gita a Trieste non è mai completa senza del buon cibo 😉




Seguitemi per leggere più nel dettaglio le altre avventure della nostra vacanza!


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